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Siamo vecchi grafici!

Quelli che con le idee si sporcavano le mani, quelli che per le idee affrontavano il tempo, Rapidograph spuntati, inchiostro di china e colla Cow Gum puzzolente.
Nei primi anni ottanta si lavorava con strumenti molto diversi da quelli attuali: si passavano ore ed ore in camera oscura, i lettering si componevano a mano, lettera dopo lettera armati di trasferibili Letraset, si tagliuzzavano ed incollavano esecutivi sui cartoncini Schoeller con righe e squadre a corredo, alla ricerca dell’equilibrio perfetto. Con infinita pazienza, gli elementi venivano millimetricamente spostati a destra, a sinistra, alzati, abbassati, rimpiccioliti, ingranditi, riproporzionati; le spaziature e l’interlineatura dei caratteri venivano ridotte, aumentate, le immagini venivano stampate in una misura maggiore, minore, ancora uno zic più piccola…
Era una lunga, complessa e incessante sperimentazione quotidiana per cercare di raggiungere un’utopica perfezione grafica.
 Raffinatezze che oggi, con la rivoluzione digitale, si sono completamente perse ma, chi è cresciuto professionalmente come me in quel periodo cercherà ostinatamente di trasmetterle alla tecnologia, dedicandole nottate intere.
Questi siamo noi, vecchi grafici. Abbiamo cambiato il metodo ma non la passione!